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Le mostre nei Musei di Genova

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Nuove mostre nei Musei di Genova.
 
Alla Galleria d'Arte Moderna dall'8 ottobre al 7 gennaio 2018 Mostra di Marco Tancredi "Carte Nomadi".
Mostra personale a cura di Fortunato D’Amico e Maria Flora Giubilei all’interno della rassegna d’arti 2017-2018 dal titolo “NaturaConTemporanea”.
Con le sue carte, Marco Tancredi entra, senza risparmio di creatività,  in dialogo con le opere delle collezioni museali, evidenzia analogie e differenze tra contemporaneità e recente passato grazie a un significativo nucleo di opere , circa 40 lavori, tra installazioni (a loro volta formate da quasi duemila piccoli acquerelli), dipinti , collage e carte acquarellate fra cui spiccano molti  inediti pensati ad hoc per lo spazio espositivo.
 
INFO:
tel. 010 3726025
Orario:
martedì - domenica, ore 11 - 17
Lunedì chiuso
Ingresso € 6 intero; € 5 ridotto
 
A Palazzo Ducale dal 12 ottobre al 29 dicembre 2017 mostra "Cristoforo Colombo. Le medaglie e le monete".
La collezione di medaglie e monete colombiane del Comune di Genova
Dal 1892 al 1992, un viaggio di cento anni attraverso l’immagine di Cristoforo Colombo. I simboli più noti del grande navigatore -  le caravelle, lo sbarco in America, gli indiani del Nuovo Mondo – si intrecciano con quelli della città di Genova, S. Giorgio e il drago, i Grifoni, la Lanterna nelle medaglie e nelle monete coniate per le celebrazioni del 4° e 5° Centenario della Scoperta dell’America.
Ma anche una rassegna di immagini e simboli che creano un ponte ideale fra la nostra città e gli italiani emigrati negli Stati Uniti o in America Latina: busti, statue, monumenti, edifici intitolati a Colombo di cui le nostre medaglie ricordano la dedica o la fondazione da parte dei liguri nel mondo, in un momento in cui non mancano polemiche e critiche attorno alla figura del grande genovese.
Questa importante collezione di medaglie e monete colombiane, conservata presso i Musei di Strada Nuova,  fu acquisita dall’Amministrazione comunale genovese nel 1992 in occasione delle celebrazioni per il 5° centenario della Scoperta dell’America, quando la città di Genova organizzò l’esposizione “Cristoforo Colombo. La nave e il mare” nell’area del Porto Antico.
Al suo interno è stato possibile individuare alcune tematiche principalmente legate alle celebrazioni che fra il 1892 ed il 1992 si sono svolte a Genova ed in altre parti del mondo e costruire così un percorso iconografico colombiano molto particolare, dominato dalla raffigurazione del busto del navigatore ma anche da una serie notevole di immagini e stilemi che si ripropongono più o meno costantemente.
Assieme alle tematiche celebrative principali, è documentato un altro significativo momento di ricordo colombiano, quello del 5° centenario della nascita; poi le monete coniate in molti paesi del mondo ed infine tante medaglie che commemorano eventi, convegni, imprese sportive, navi, alberghi ed altro.
Fanno parte della raccolta un busto di Colombo ed un “cimelio” dove motivi colombiani – gli indigeni americani – si fondono, è proprio il caso di dirlo trattandosi di una fusione in bronzo, con simboli della città di Genova – la bandiera, lo stemma, i grifoni. E’ forse questo uno dei significati più evidenti che questa collezione vuole sottolineare: un inestricabile legame iconografico fra il navigatore e la città che molti incisori delle medaglie, in ogni epoca, hanno evidentemente ripreso dal “sentire comune” di chi commissionava gli oggetti.
La collezione è preceduta da una rassegna di monete genovesi dell’epoca di Colombo conservate nei depositi delle Civiche Collezioni Numismatiche dei Musei di Strada Nuova ed integrata da due medaglie già presenti nelle Civiche Collezioni Numismatiche.
INFO
ORARIO: martedì, mercoledì e giovedì 9-12.30/14-17;  venerdì 9-12.30; sabato, domenica e lunedì chiuso
Ingresso gratuito
 
Mostra "Cinepassioni, storie di immagini e collezionismo" alla Loggia della Mercanzia
ATTENZIONE: la mostra Cinepassioni è stata prorogata fino al 7 gennaio 2018!
L'esposizione é curata da Luca Malavasi - docente di Storia e Critica del Cinema presso l'Università di Genova -  e nasce dal desiderio di valorizzare e far conoscere tre importanti realtà legate al cinema presenti in città: la Cineteca D.W. Griffith, fondata da Angelo Humouda, la Collezione intitolata a Stefano Pittaluga e la Collezione Cine Ciak, rispettivamente centrate sul patrimonio filmico, sulla tecnologia cinematografica e sull’oggettistica
Tre raccolte, in larga parte mai mostrate al pubblico, estese dalle origini della storia del cinema a oggi, e simbolo di un collezionismo “spontaneo” che unisce ricerca storica e passione cinefila.  È di questa passione – rigorosamente plurale, come esplicita il titolo – che la mostra racconta lo sviluppo storico e culturale, interpretando la ricchezza delle collezioni attraverso un percorso che privilegia l’impatto sociale, culturale e, appunto, passionale del cinema. Fin dalla sua comparsa, infatti, esso non si è limitato a popolare il mondo di storie e immagini, tra racconto della realtà e fughe nell’immaginazione, ma ha anche modificato profondamente il modo di vedere e conoscere noi stessi e ciò che ci circonda.
Il rapporto tra immagini e spettatori è dunque il perno attorno al quale si sviluppa il percorso della mostra, che inizia ricostruendo, grazie soprattutto alla lanterna magica, l’origine della moderna passione per le “visioni luminose”, per continuare con la storia della tecnologia, professionale ma anche amatoriale: una storia, quest’ultima, che è testimone, tra le altre cose, del precoce desiderio di fare del cinema anche uno strumento per il racconto e la memoria personali. Dalla “pesantezza” dei mezzi di produzione si passa quindi al flusso immateriale del film e al momento della visione che, nata come rituale collettivo, sta oggi evolvendo verso nuove pratiche e nuovi modelli, più individuali e soggettivi. Chiude la mostra una selezione di oggetti da collezione ispirati a celebri film, dagli anni Trenta del Novecento a oggi: una memoria tangibile che, tra le altre cose, contribuisce a espandere l’esperienza del film e il potere dell’immaginario cinematografico. E un ideale punto d’arrivo della passione che può unire film e spettatori, e che racconta, sul piano dell’immaginario, del passaggio del cinema da dispositivo tecnologico a dispositivo sociale, da pratica industriale a prassi culturale ed emozionale.
 
La mostra è divisa in quattro sezioni:
La prima sezione racconta il  “cinema prima del cinema”, con un’installazione video a quattro canali creata appositamente per la mostra e all’esposizione di “macchine della visione” come  lanterne magiche, vetrini per lanterna e camere ottiche
La seconda sezione è interamente dedicata a una selezione di tecnologia cinematografica, suddivisa nella classica “filiera” della produzione: ripresa, edizione, proiezione. In questa sezione sono esposti macchinari sia professionali sia amatoriali, italiani e stranieri, dalle origini alla metà del Novecento.
La terza sezione del percorso conduce dalla “fabbrica” del cinema al suo prodotto finito, il film, insistendo in particolare sul momento della visione.
La quarta e ultima parte del percorso si concentra infine su alcune pratiche, sociali e culturali, che prolungano e “solidificano” il rapporto con il cinema: prima una piccola sezione di paratesti cartacei, che testimoniano di altre forme di passione come la cinefilia delle riviste e il divismo, e di rielaborazione dell’esperienza cinematografica nella critica. Poi un’ampia selezione di oggetti provenienti dalla collezione Cine Ciak: statue, busti, action figures, modellini, diorami, 3D recreations, giocattoli, manifesti, costumi, movie props, memorabilia, gadget e altro ancora, riferiti tanto ad alcuni film del passato quanto a blockbuster contemporanei, da Star Wars a Harry Potter, da Superman a Spiderman.
 
Dal punto di vista dell’allestimento, la mostra punta a immergere lo spettatore in una situazione ricca non soltanto di contenuti ma anche di stimoli visivi, audiovisivi e sonori, anche grazie al ricorso a installazioni video, contenuti in Realtà Virtuale, proiezioni cinematografiche e olografiche, come quella che accoglie il visitatore e che vede protagonista l’attore Stefano Annoni.
 
Orario
da lunedì a giovedì:  ore 13 – 18
venerdì, sabato, domenica:  ore 10 – 19
Biglietti
intero 6 euro
ridotto 5 euro
  • (da 6 a 18 anni, disabili, studenti universitari e possessori GreenCard giovani, dipendenti comunali con badge)
  • ridotto convenzioni (UCI Cinemas Fiumara, ACEC associati e possessori di biglietto cinema circuito sale ACEC, biglietto CINE CIAK Museo del Cinema)
ridotto 3 euro
  • gruppi scuola e minimo 15 persone
  • possessori coupon rivista "FilmTV"
  • ogni giovedi studenti universitari e AFAM dietro presentazione tesserino di riconoscimento
  • tesserati Associazione Profondità di Campo
Ingresso gratuito
  • 0-5-anni, insegnanti accompagnatori classi, accompagnatori gruppi 1 ogni 15 pax, giornalisti in possesso del tesserino
 
PER LE SCUOLE
Biglietto ridotto Scuole 3 euro a studente
Ingresso gratuito per gli insegnanti accompagnatori.
Apertura straordinaria anche al mattino con percorso guidato della durata di un’ora e trenta nei giorni di lunedì, martedì, mercoledì e giovedì SOLO SU APPUNTAMENTO.
Prima visita ore 9.30
Seconda visita ore 11
Costi del percorso guidato 40 euro per gruppo classe (max 25) + 3 euro a studente (biglietto ridotto scuole)
Pagamento presso la biglietteria della mostra.
Date le caratteristiche dell’esposizione la visita è riservata ad un solo gruppo classe per volta.
Per prenotazioni:
Per informazioni (solo mattino):
telefono 010 5574051
 
INFO:
tel.: 010 5574836
 
Mostra "Ponte di Luce: vetri di Oki Izumi" al Museo d'Arte Orientale Chiossone fino al 4 febbraio 2018
Personale della scultrice giapponese Ōki Izumi, il cui lavoro rappresenta il profondo, duraturo e sempre attuale legame artistico e culturale tra Italia e Giappone.
Presso il Museo d’Arte Orientale "Edoardo Chiossone"  l’artista esporrà opere in vetro industriale, appositamente realizzate per aprire un dialogo ideale con le opere antiche esposte nel Museo e rappresentare, al contempo, la continuità visiva tra passato e presente.
Da diversi anni Ōki Izumi lavora esclusivamente vetro industriale, materiale che esprime l’orientamento dell’artista verso l’astrazione. Questo tipo di vetro, ben diverso dal pregiato e limpido cristallo, è quel materiale di color verde-azzurro che ben si presta a richiamare gli elementi naturali dell’acqua e dell’aria cari alla cultura giapponese.
Stratificando le lastre le une sulle altre, oppure elevando i pezzi in verticale, Ōki Izumi dà forma a sculture astratte, vasi, architetture misteriose che si lasciano guardare internamente e in trasparenza. Il vetro, infatti, è la materia più adatta per esprimere il proprio mondo interiore, la ricerca di continuità tra mondo psichico e fisico, perché imprigiona uno spazio visibile, che nondimeno cambia in funzione della luce che lo tocca. Da qui prendono forma sculture oniriche che, come affermò Munari, "riflettono e fanno riflettere".
Le opere di Ōki Izumi, inoltre, sono caratterizzate da un iter progettuale scrupoloso, da un processo esecutivo finemente calcolato e da una grande capacità tecnica, requisiti indispensabili a compiere il processo di creazione delle opere. Da questi aspetti emerge l’impronta della cultura artistica giapponese: raffinata, armoniosa, ricca di tradizione, disciplina e rigore.
 
Si consiglia la prenotazione
INFO:
Tel.: 010 542285
ORARI:
da martedì a venerdì 9-19
sabato e domenica 10-19.30
lunedì chiuso
 
 
Dal 13 ottobre e fino al  7 gennaio 2018 Palazzo Lomellino, Musei di Strada Nuova, ospita la mostra "Domenico Piola 1628-1703 Percorsi di pittura barocca", la prima esposizione monografica dedicata al Piola, poliedrico artista genovese che a metà del Seicento e fino alla fine del secolo ha detenuto il monopolio incontrastato nel campo di tutte le arti.
Sede centrale dell’esposizione sarà Palazzo Nicolosio Lomellino;  il percorso proseguirà nei Musei di Strada Nuova, a Palazzo Bianco e Palazzo Rosso.
Accanto a queste sedi principali, altri luoghi storici della città offriranno sezioni di approfondimento per costituire una mostra diffusa che dia conto del profilo di un artista così poliedrico e che permetta al visitatore di fruire di alcune opere dell’artista nei siti per cui sono nate. 
La mostra “Domenico Piola 1628-1703 Percorsi di pittura barocca” è curata da Daniele Sanguineti, ricercatore di storia dell’arte moderna presso il D.I.R.A.A.S. dell’Università di Genova. 
 
Informazioni utili per la visita alla mostra
Palazzo Lomellino
Orari :
Da martedì a venerdì: dalle ore 15.00 alle ore 18.00
Sabato, domenica e festivi*: dalle ore 10.00 alle ore 18.00
Lunedì chiuso
Gruppi e scolaresche: aperto sempre su prenotazione
* La Mostra rimarrà chiusa il 25 dicembre e il 1°gennaio (al mattino)
Biglietti:
INTERO: € 10,00
INTERO CUMULATIVO (con Musei di Strada Nuova): € 15,00
RIDOTTO (gruppi o aventi diritto) : € 8.00
STUDENTI E INSEGNANTI: € 5,50
SEDI ESPOSITIVE SATELLITI: Scontistica reciproca a presentazione del biglietto.
Per informazioni visite e prenotazioni:
Tel. 329 2233109 (prefestivi e festivi)
 
Dal 13 ottobre al 14 gennaio 2018 a Palazzo Rosso apre la mostra "Disegni per una città moderna. Genova negli acquarelli di Aldo Raimondi". 
Gli acquerelli di Aldo Raimondi raffigurano Genova a metà degli anni ’30, nel pieno del suo fervore costruttivo. Il nuovo bacino di carenaggio, il Rex, le stazioni marittime, i modernissimi elevatori elettrici in porto, l’Idroscalo, il Mercato del Pesce, lo Stadio del Nuoto, piazza e vico dritto di Ponticello, via Dante in costruzione, la copertura del Bisagno, corso Italia, piazza della Vittoria…: senza retorica, con piglio sicuro, tecnica ineccepibile e capacità comunicativa da maestro della narrazione visiva, l’artista passa in rassegna gli edifici, i monumenti, le fasi di demolizione e ricostruzione che delinearono e caratterizzarono in modo imprescindibile l’aspetto urbano della città post-ottocentesca: Genova moderna, la Dominante.
Il Comune di Genova acquistò questa serie di acquerelli nel 1936 dalla casa editrice Barabino & Graeve, bozzetti esecutivi per una pubblicazione che non vide mai le stampe. Conservati presso la Collezione Topografica del Comune, rimasti inediti fino ad oggi, vengono esposti e pubblicati per la prima volta insieme a foto storiche dell’Archivio fotografico civico.
La mostra sarà corredata da catalogo Sagep.
 
INFO:
tel.: 010 2759185
ORARI
dal martedì al venerdì 9-18.30;
sabato e domenica 9.30-18.30;
Chiuso: lunedì e 25 dicembre
 
Dal 15 ottobre al 14 gennaio 2018 al Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce apre la mostra di Stefano Arienti "Finestre Meridiane", intersezioni con la collezione di Villa Croce.
Mostra a cura di Anna Daneri e Francesca Serrati
Alla riapertura autunnale dell’attività espositiva, in occasione della Giornata del Contemporaneo, Villa Croce presenta quest’anno un grande progetto dell’artista Stefano Arienti, Finestre Meridiane. Intersezioni con la collezione di Villa Croce, che si svilupperà lungo le sale del piano nobile della villa, a partire dal grande scalone d’ingresso.
La mostra si costruisce come un dialogo tra un corpus di opere inedito dell’artista, le Meridiane, realizzate a partire dal 2012, e una selezione delle opere della collezione del museo, che ne campioneranno la sua storia.
Il titolo richiama la natura stessa del progetto espositivo: le circa ottanta opere di Stefano Arienti, carte e intonaci dal formato invariato, nascono in stretta relazione con il sole e i suoi movimenti. Le Meridiane sono disegnate con la luce, alla finestra di casa o dello studio, con una tecnica affinata negli anni dall’artista e che lo vede tradurre direttamente, con il proprio corpo, le variazioni di luce attraverso il colore scelto di volta in volta. La mostra è altresì un’apertura sulla collezione del museo, la cui architettura è scandita da grandi finestre rivolte verso il mezzogiorno.
A ideale prosecuzione della mostra di Villa Croce, il 1 dicembre sarà inaugurata al Man di Nuoro Una visione astratta. Opere dalla Collezione Maria Cernuschi Ghiringhelli un’esposizione che approfondirà la conoscenza di questa fondamentale raccolta artistica.
INFO:
tel. 010 580069 / 585772
Orari 
giovedì-venerdì: 12-19
sabato-domenica: 10-18
 
Dal 28 ottobre all'11 febbraio 2018 al Museo di Archeologia Ligure la mostra "Contatti con il passato. Il disco lunare di Libarna".
 
Mostra inserita nel programma del Festival della Scienza 2017
Chi non ha mai subito la seduzione della Luna? Un enigmatico reperto archeologico, viene mostrato per la prima volta al pubblico:  proviene dalla città romana di Libarna ed è stato di recente interpretato come strumento di misurazione delle fasi lunari, usato oltre 2000 anni fa per osservare il cielo notturno.
La Luna è sempre stata osservata, misurata e rappresentata nelle sue diverse forme: nel mondo greco era Selene, dea bellissima dal viso pallido con vesti argentate, identificata poi anche con Artemide (luna crescente) e Ecate (luna calante)
La mostra propone le antiche immagini della Luna e delle divinità che ne furono il simbolo, accostate alle rappresentazioni più aggiornate del nostro satellite e ad un frammento di roccia lunare, a cura dell’Osservatorio Astronomico del Righi di Genova.
In occasione dell’International Moon Night, il 28 ottobre i visitatori della mostra potranno scoprire la luna in cielo grazie alle apparecchiature e agli astronomi dell’Osservatorio.
EVENTI COLLATERALI
28 ottobre 2017, ore 20.15
“Il disco lunare di Libarna” 
Conferenza di Guido Cossard, Anna Maria Pastorino, Walter Riva
Ore 22
Osservazione della luna nel cielo
4 novembre, ore 15
Visita guidata, su prenotazione
4 novembre 2017, ore 16
Museo Navale di Pegli
“La Luna: dea, mito e tradizioni. Il Disco lunare di Libarna” 
Conferenza di Guido Cossard, archeoastronomo
 
INFO
tel. 010 6981048
ORARI
dal martedì al venerdì 9-18.30;
sabato e domenica 9.30-18.30;
Chiuso Lunedì
 
Professione reporter. I pannelli di Oscar Saccorotti per "Il Lavoro" di Genova - dall'1 dicembre 2017 al 2 aprile 2018

Apre giovedì 30 novembre 2017, alle ore 18.00, la nuova mostra  alla Wolfsoniana di Nervi: Professione reporter. I pannelli di Oscar Saccorotti per “Il Lavoro” di Genova.

Nel 1933, in occasione del trentennale dalla sua fondazione avvenuta a Genova il 7 giugno 1903 per iniziativa degli scaricatori di carbone del porto, il quotidiano genovese di orientamento socialista “Il Lavoro” commissionò al pittore Oscar Saccorotti sei grandi tele raffiguranti scene della Vita da inviato speciale. Realizzati per il salone al primo piano del giornale, che aveva sede in un ex convento in salita Di Negro, i sei pannelli erano stati richiesti nel 1932 all’artista – che, nato a Roma nel 1898, si era trasferito a Genova nel 1914 dopo aver trascorso l’infanzia a Udine – per sostituire il ciclo decorativo sulla Scoperta dell’America, distrutto durante le devastazioni fasciste del 1926.

Saccorotti, impegnato in quel periodo in una fase cruciale della sua ricerca artistica (come attestato dalle prestigiose partecipazioni alle Biennali di Venezia e all’esposizione di Vienna organizzata nel 1933 dal Sindacato Nazionale Fascista Belle Arti), affrontò il tema con grande ironia, proponendo una caleidoscopica rappresentazione dell’avventurosa vita professionale di un reporter sempre pronto – in giro per il mondo tra guerre, rivoluzioni, safari e scoperte archeologiche – a riportare al pubblico notizie fresche di stampa. In questo suo frenetico viaggio da un estremo all’altro del globo terraqueo, il reporter è raffigurato come il testimone diretto dei grandi avvenimenti storici, ma anche delle tendenze artistiche e di costume allora in voga (tra il mosaico di immagini spunta il ballo sfrenato di Josephine Baker), dei più clamorosi casi giudiziari o di strani e bizzarri episodi di cronaca, come ad esempio lo spiaggiamento di una balena in un paese di mare della Liguria.

Concesso in comodato dal Gruppo Editoriale “L’Espresso”, il ciclo decorativo – due pannelli del quale sono stati restaurati dal laboratorio di restauro della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio della Liguria – è qui presentato per la prima volta nella sua interezza insieme ad alcune opere e documenti della Wolfsoniana che, in un dialogo evocativo con le immagini di Saccorotti, contribuiscono a restituire l’intramontabile fascino della professione reporter.

Affianca la presentazione dei pannelli di Saccorotti una mostra documentaria dedicata alla poetessa russa Marina Cvetaeva, curata da Caterina Maria Fiannacca con la collaborazione di Elena Sosnina.

 

INFO:
tel. 010 3231329

Orario invernale (da novembre a marzo)
da martedì a domenica: 11-17
Chiuso: lunedì e 25 dicembre

Orario estivo (da aprile ad ottobre)
da martedì a venerdì: 11-18
sabato e domenica: 12-19
Chiuso: lunedì

 
Mecenati di ieri e di oggi
Restauri e restituzioni nei Musei di Strada Nuova
a cura di Raffaella Besta

Inaugurazione: 6 dicembre, ore 17 e fino al 6 maggio 2018


La mostra presenta al pubblico una serie di dipinti dei Musei di Strada Nuova di grande interesse, parte dei quali mai esposti in precedenza, restaurati tutti negli ultimi anni grazie a sponsorizzazioni di privati, in particolare lo Studio Legale Rubini di Milano, e alla collaborazione con importanti istituzioni museali nazionali e internazionali.

Raffinate opere di scuola italiana e fiamminga del Cinquecento, su tavola (da Correggio, Dürer, Van Cleve) e su rame (di scuola fiorentina ed emiliana), si affiancano a dipinti di scuola piemontese e lombarda, come il sontuoso Carlo Francesco Nuvolone e la rara pittrice Orsola Maddalena Caccia, e a capolavori di maestri genovesi di primo Seicento e di età barocca: tra gli altri Simone Barabino, Domenico Piola, Gregorio e Lorenzo De Ferrari. Di quest’ultimo si espone l’inedita opera su tavola raffigurante Alessandro Magno scioglie il nodo gordiano e l’autografo disegno preparatorio della figura centrale del condottiero.

Altre opere, pure restaurate nei termini anzidetti, sono rimaste al loro posto lungo il normale percorso di visita, sicché la mostra si prolunga anche in altre sale dei Musei di Strada Nuova: si segnalano, tra gli altri, la Susanna e i vecchioni di Veronese, già nella prestigiosa collezione del marchese del Carpio e in comodato presso i Musei di Strada Nuova, esposta nella sala dei veneti di Palazzo Bianco, e la Sacra famiglia con i santi Gerolamo, Caterina d'Alessandria e angeli di Paris Bordon, esposta nel salone al primo piano nobile di Palazzo Rosso. Sempre in Palazzo Rosso si segnalano ancora la grande tela con La cacciata dei mercanti dal tempio di Guercino e il delicato ritratto giovanile di Luisa Brignole-Sale, sorella di Maria, Duchessa di Galliera, opera di Camillo Pucci.

I quadri ancora anonimi o di recente attribuzione sono un invito agli studiosi a proporre nomi e confronti, di cui si potrà rendere conto nel catalogo scientifico che proprio per questo vedrà la pubblicazione solo a fine mostra.

Merita ricordare che nel  caso dello Studio Legale Rubini di Milano la sponsorizzazione rinnova un impegno già manifestato tre anni fa nei confronti delle collezioni di Palazzo Rosso.

Per altre di queste opere, a lungo in deposito, si tratta invece di una vera e propria ‘restituzione’, resa possibile grazie ai contributi ricevuti da altri musei per l’attività di scambio e prestito: la rassegna di dipinti che si presenta, infatti, racconta anche delle intense relazioni che i nostri musei hanno con enti italiani e stranieri - da Roma a Los Angeles, da Londra a Mosca, da Madrid a Washington - come riportato nelle singole didascalie.

Con la collaborazione dell’Associazione Palazzo Lomellino di Strada Nuova.

INFO:
tel: 010 2759185

ORARIO INVERNALE (fino al 26 marzo)
dal martedì al venerdì 9-18.30
sabato e domenica 9.30-18.30
Chiuso: lunedì e 25 dicembre

ORARIO ESTIVO (marzo - ottobre)
da martedì a venerdì 9-19
sabato e domenica 10-19.30
Chiuso: lunedì