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Le mostre nei Musei di Genova

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Inaugura il 19 gennaio e resterà aperta fino all'1 aprile al Museo di Archeologia Ligure "Dischi lunari? Archeoastronomia nella Liguria antica".
 
Mostra in collaborazione con il Polo Museale della Liguria, il Museo Nazionale di Chiavari e l’Osservatorio Astronomico del Righi
La mostra dedicata al disco lunare di Libarna, lo strumento utilizzato 2000 anni fa per sincronizzare i cicli del Sole e della Luna secondo le modalità ed il calendario utilizzato dai Celti, ha riportato all’attenzione altre informazioni e rinvenimenti che raccontano l’osservazione del cielo nella Liguria antica.
Dal 19 gennaio nel Museo di Archeologia Ligure  sono esposti alcuni straordinari reperti  provenienti dalla Necropoli di Chiavari, tre dischi in bronzo e argento a cui sono stati attribuiti significati astronomici.
Nella necropoli sono stati ritrovati complessivamente 19 dischi, tutti in sepolture di donne vissute 2600 anni fa nell’insediamento di Chiavari, frequentato da Liguri ed Etruschi.
Il confronto tra questi rinvenimenti potrà ampliare le nostre conoscenze sullo sviluppo e l’utilizzo delle conoscenze astronomiche tra le popolazioni liguri antiche, proponendo un’interessante connessione tra il mondo femminile e i cicli degli astri.
Il giorno 10 febbraio presso il Museo di Chiavari verranno esposti gli altri 16 dischi rinvenuti nella necropoli che hanno caratteristiche simili al disco lunare di Libarna.
Nel corso della mostra, in collaborazione con l’Osservatorio Astronomico del Righi, saranno organizzate iniziative di osservazione del cielo e laboratori sull’utilizzo dei dischi lunari rivolti in particolare a scuole e gruppi.
 
INFO e PRENOTAZIONI
Tel. 010 6984045
Orari Mostra e Museo
Dal martedì al venerdì: 9 – 18.30
Sabato e domenica: 9.30 – 18.30
 
Dal 21 gennaio al 18 febbraio al Museo di Sant'Agostino "Lo sguardo sul mondo contemporaneo"
 
Fotografia Giapponese Settanta/Duemila
mostra a cura di Rei Masuda, The National Museum of Modern Art, Tokyo
Gli artisti: Daido MORIYAMA, Shomei TOMATSU, Nobuyoshi ARAKI, Kazuo KITAI, George HASHIGUCHI, Mitsugu OHNISHI, Tokuko USHIODA, Hiromi TSUCHIDA, Hiroh KIKAI, Masato SETO, Shuji YAMADA, Akihide TAMURA, Eiji INA, Hitoshi TSUKIJI, Toshio SHIBATA, Norio KOBAYASHI, Toshimi KAMIYA, Yutaka TAKANASHI, Kikuji KAWADA, Ryuji MIYAMOTO, Takashi HOMMA, Miyuki ICHIKAWA, Risaku SUZUKI.
 
Inaugurazione: 20 gennaio 2018, ore 17
Presenteranno la mostra la Dott.ssa Tsurui Jurina, Segretario Generale dell‘Istituto di Cultura Giapponese in Roma - la Dott.ssa Donatella Failla, già Conservatrice del Museo d‘Arte Orientale "E. Chiossone" - il Prof. Giancarlo Pinto, DSA Architettura di Genova e docente di Fotografia Applicata.
76 immagini per 23 autori, più o meno noti alle platee occidentali, tutti alle prese con la realtà in trasformazione, sia essa paesaggio, sia essa società, ovvero le due sezioni che con schiettezza ripartiscono le opere. Il volere della curatrice Masuda, il sentire degli autori, il divenire di uomini e luoghi, l’interpretazione del pubblico: il cambiamento è ineluttabile, tutto si trasforma. Figurarsi in trent’anni, figurarsi in Giappone.
La fotografia giapponese è da sempre apprezzata dalle platee internazionali. Non si tratta semplicemente della curiosità nei confronti di un mondo poco conosciuto, o della ricerca di alternative a una storia della disciplina dominata dall’Europa e dall’America, ma è il segno che la fotografia giapponese riesce a essere accettata e recepita come prodotto di artisti che esprimono la contemporaneità con un linguaggio condiviso, oltre le differenze nazionali e culturali. La mostra, 76 immagini per 25 artisti ripartiti nelle due sezioni “Società in trasformazione” e “Paesaggio in trasformazione”, intende fornire una veduta d’insieme sulla scena contemporanea giapponese a partire dal periodo tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70, una stagione ricca di cambiamenti nel mondo della fotografia e che costituisce il punto di partenza delle forme espressive attuali. Una pluralità di punti di vista sui fenomeni sociali del Giappone tra la fine del boom economico e l’inizio del nuovo secolo sprigionerà dunque la comprensione dello sguardo con cui gli autori si sono confrontati con questa realtà.
 
 
INFO:
Tel. 010 2511263
ORARI:
dal martedì al venerdì 9 -18.30
sabato e domenica 9.30 -18.30
lunedì chiuso
 
 
Professione reporter. I pannelli di Oscar Saccorotti per "Il Lavoro" di Genova - dall'1 dicembre 2017 al 2 aprile 2018
 
Apre giovedì 30 novembre 2017, alle ore 18.00, la nuova mostra  alla Wolfsoniana di Nervi: Professione reporter. I pannelli di Oscar Saccorotti per “Il Lavoro” di Genova.
 
Nel 1933, in occasione del trentennale dalla sua fondazione avvenuta a Genova il 7 giugno 1903 per iniziativa degli scaricatori di carbone del porto, il quotidiano genovese di orientamento socialista “Il Lavoro” commissionò al pittore Oscar Saccorotti sei grandi tele raffiguranti scene della Vita da inviato speciale. Realizzati per il salone al primo piano del giornale, che aveva sede in un ex convento in salita Di Negro, i sei pannelli erano stati richiesti nel 1932 all’artista – che, nato a Roma nel 1898, si era trasferito a Genova nel 1914 dopo aver trascorso l’infanzia a Udine – per sostituire il ciclo decorativo sulla Scoperta dell’America, distrutto durante le devastazioni fasciste del 1926.
 
Saccorotti, impegnato in quel periodo in una fase cruciale della sua ricerca artistica (come attestato dalle prestigiose partecipazioni alle Biennali di Venezia e all’esposizione di Vienna organizzata nel 1933 dal Sindacato Nazionale Fascista Belle Arti), affrontò il tema con grande ironia, proponendo una caleidoscopica rappresentazione dell’avventurosa vita professionale di un reporter sempre pronto – in giro per il mondo tra guerre, rivoluzioni, safari e scoperte archeologiche – a riportare al pubblico notizie fresche di stampa. In questo suo frenetico viaggio da un estremo all’altro del globo terraqueo, il reporter è raffigurato come il testimone diretto dei grandi avvenimenti storici, ma anche delle tendenze artistiche e di costume allora in voga (tra il mosaico di immagini spunta il ballo sfrenato di Josephine Baker), dei più clamorosi casi giudiziari o di strani e bizzarri episodi di cronaca, come ad esempio lo spiaggiamento di una balena in un paese di mare della Liguria. 
 
Concesso in comodato dal Gruppo Editoriale “L’Espresso”, il ciclo decorativo – due pannelli del quale sono stati restaurati dal laboratorio di restauro della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio della Liguria – è qui presentato per la prima volta nella sua interezza insieme ad alcune opere e documenti della Wolfsoniana che, in un dialogo evocativo con le immagini di Saccorotti, contribuiscono a restituire l’intramontabile fascino della professione reporter.
 
Affianca la presentazione dei pannelli di Saccorotti una mostra documentaria dedicata alla poetessa russa Marina Cvetaeva, curata da Caterina Maria Fiannacca con la collaborazione di Elena Sosnina.
 
 
INFO:
tel. 010 3231329
 
Orario invernale (da novembre a marzo)
da martedì a domenica: 11-17
Chiuso: lunedì e 25 dicembre
 
Orario estivo (da aprile ad ottobre)
da martedì a venerdì: 11-18
sabato e domenica: 12-19
Chiuso: lunedì
 
Mecenati di ieri e di oggi
Restauri e restituzioni nei Musei di Strada Nuova
a cura di Raffaella Besta
 
Inaugurazione: 6 dicembre, ore 17 e fino al 6 maggio 2018
 
La mostra presenta al pubblico una serie di dipinti dei Musei di Strada Nuova di grande interesse, parte dei quali mai esposti in precedenza, restaurati tutti negli ultimi anni grazie a sponsorizzazioni di privati, in particolare lo Studio Legale Rubini di Milano, e alla collaborazione con importanti istituzioni museali nazionali e internazionali.
 
Raffinate opere di scuola italiana e fiamminga del Cinquecento, su tavola (da Correggio, Dürer, Van Cleve) e su rame (di scuola fiorentina ed emiliana), si affiancano a dipinti di scuola piemontese e lombarda, come il sontuoso Carlo Francesco Nuvolone e la rara pittrice Orsola Maddalena Caccia, e a capolavori di maestri genovesi di primo Seicento e di età barocca: tra gli altri Simone Barabino, Domenico Piola, Gregorio e Lorenzo De Ferrari. Di quest’ultimo si espone l’inedita opera su tavola raffigurante Alessandro Magno scioglie il nodo gordiano e l’autografo disegno preparatorio della figura centrale del condottiero.
 
Altre opere, pure restaurate nei termini anzidetti, sono rimaste al loro posto lungo il normale percorso di visita, sicché la mostra si prolunga anche in altre sale dei Musei di Strada Nuova: si segnalano, tra gli altri, la Susanna e i vecchioni di Veronese, già nella prestigiosa collezione del marchese del Carpio e in comodato presso i Musei di Strada Nuova, esposta nella sala dei veneti di Palazzo Bianco, e la Sacra famiglia con i santi Gerolamo, Caterina d'Alessandria e angeli di Paris Bordon, esposta nel salone al primo piano nobile di Palazzo Rosso. Sempre in Palazzo Rosso si segnalano ancora la grande tela con La cacciata dei mercanti dal tempio di Guercino e il delicato ritratto giovanile di Luisa Brignole-Sale, sorella di Maria, Duchessa di Galliera, opera di Camillo Pucci.
 
I quadri ancora anonimi o di recente attribuzione sono un invito agli studiosi a proporre nomi e confronti, di cui si potrà rendere conto nel catalogo scientifico che proprio per questo vedrà la pubblicazione solo a fine mostra. 
 
Merita ricordare che nel  caso dello Studio Legale Rubini di Milano la sponsorizzazione rinnova un impegno già manifestato tre anni fa nei confronti delle collezioni di Palazzo Rosso.
 
Per altre di queste opere, a lungo in deposito, si tratta invece di una vera e propria ‘restituzione’, resa possibile grazie ai contributi ricevuti da altri musei per l’attività di scambio e prestito: la rassegna di dipinti che si presenta, infatti, racconta anche delle intense relazioni che i nostri musei hanno con enti italiani e stranieri - da Roma a Los Angeles, da Londra a Mosca, da Madrid a Washington - come riportato nelle singole didascalie.
 
Con la collaborazione dell’Associazione Palazzo Lomellino di Strada Nuova.
 
INFO:
tel: 010 2759185
 
ORARIO INVERNALE (fino al 26 marzo)
dal martedì al venerdì 9-18.30
sabato e domenica 9.30-18.30
Chiuso: lunedì e 25 dicembre
 
ORARIO ESTIVO (marzo - ottobre)
da martedì a venerdì 9-19
sabato e domenica 10-19.30
Chiuso: lunedì
 
Al Museo Civico di Storia Naturale Giacomo Doria, dal 10 febbraio e fino al 2 settembre "Kryptos: inganno e mimetismo nel mondo animale"
 
Inaugurazione: 9 febbraio, ore 17
In natura nulla è come sembra e l'inganno è l'unica costante. Mimetismo non vuole dire solo nascondersi, ma fingere di essere qualcosa di diverso; gli animali assumono forme e colori di quanto li circonda, oppure spaventano i nemici con colorazioni vistose. Moltissimi fingono di essere quello che in realtà non sono: una foglia, un fiore, un rametto, un ciuffo di muschio, oppure adottano la livrea di specie pericolose quando sono del tutto privi di mezzi offensivi.
La mostra Kryptòs, inganno e mimetismo nel mondo animale racconta questo mondo affascinante con una selezione di animali vivi molto speciali: rane variopinte, camaleonti, gechi, insetti foglia, mantidi e ragni con livree sorprendenti, presentati all'interno di grandi terrari arredati che riproducono l’ambiente naturale delle specie ospitate (tutte nate in cattività e non pericolose).
Una prima sezione esamina gli adattamenti che gli animali hanno messo a punto per scomparire negli ambienti dove vivono, mentre la seconda parte si concentra sulle variopinte colorazioni di avvertimento e sulle forme di inganno più raffinate.
Un’ultima sezione, infine, prende in considerazione i diversi modi con cui gli animali vedono il mondo, di aiuto per spiegare il perché di alcune curiose livree.
L’intera mostra è illustrata da fotografie in grande formato e da proiezioni video a parete a cura di Emanuele Biggi e Francesco Tomasinelli, biologi, fotografi professionisti e autori di diversi esposizione scientifiche, che raccontano la vita segreta delle specie presenti.
La mostra KRYPTÒS è curata da Emanuele Biggi e Francesco Tomasinelli ed è realizzata insieme a: Museo Civico di Storia Naturale “G. Doria”; Cooperativa Solidarietà e Lavoro; Società degli Amici del Museo Doria; Associazione Didattica Museale – Genova.
Si ringrazia Latte Tigullio - Centro Latte Rapallo.
Media partner: Radio Babboleo.
Info:
tel. 010 564567
Orari: da martedì a domenica, dalle ore 10 alle 18
Biglietti
  • Intero € 6
  • Ridotto € 4 (visitatori di età compresa tra i 3 e i 14 anni; visitatori con età superiore ai 65 anni; persone disabili; componenti di gruppi superiori alle 15 unità)
  • Ridotto scuole € 3 a studente
  • Visita guidata per le scolaresche € 6,00 a studente (ingresso incluso) (con laboratorio € 9,00)
  • Visita guidata per i gruppi superiori alle 15 unità € 9,00 a persona (ingresso incluso)
  • Gratuito: per i bambini da 0 a 3 anni; per gli insegnanti accompagnatori di scolaresche in visita; per gli accompagnatori di persone disabili; per i soci della Società degli Amici del Museo Doria
  • Non sono previste riduzioni per i possessori di tessere di associazioni, ecc.
  • I possessori del biglietto della mostra “Kryptos” potranno visitare il Museo pagando il biglietto ridotto per il periodo 10 febbraio - 30 settembre 2018.
Visite guidate
L'Associazione Didattica Museale ADM organizza visite guidate alla mostra, ogni sabato e domenica alle ore 14.30, a partire dal 17 febbraio.
Le visite vengono attivate con un n. minimo di 15 persone
Costo: € 8, comprensivo del biglietto di ingresso alla mostra
Su prenotazione al n. 334 8053212